“Scusatemi se sporco…”

cane che sporca

Nel novembre dello scorso anno, lungo alcune vie di Roma si trovavano cartelli come questo (la foto è mia), dove cittadini esasperati comunicavano con colorita ironia (di stampo prettamente romano)  il loro disagio nei confronti di proprietari, bipedi incivili, senza colpevolizzare i nostri amati cani.

Frequentando parchi cittadini non è raro imbattersi in altri cartelli che ricordano il corretto modo di comportarsi.

A tal proposito è divertente l’iniziativa di un sindaco spagnolo, rilanciata dai media proprio in questi giorni e riportata, ad esempio, dal sito de La Stampa:

Spagna, escrementi dei cani per strada? Il sindaco li rispedisce al mittente
L’iniziativa in un piccolo sobborgo di Madrid: «È la cacca del vostro cane. E noi ve la restituiamo».

 

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L’arte di imparare a stare da soli

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Dopo una lezione con Sara e il suo Leone ho pensato che sarebbe stato utile affrontare sul sito di Bau! Wow! la questione del “rimanere soli”.

Ricapitoliamo: Sara è una giovane donna, mamma a tempo pieno e donna molto impegnata. Leone è un Pincher di circa un anno e mezzo legatissimo alla sua compagna umana, così legato che è sufficiente che Sara si allontani per gestire un’ordinazione al bar lasciandolo  in custodia a un altro membro di famiglia che Leone vada letteralmente in crisi.

Purtroppo la creazione di rapporti troppo stretti può  aumentare nel cane il disagio nella separazione  che anche se non arriva ad essere un problema patologico, non sa stare da solo.

Il cane è un animale sociale e ama  vivere sempre all’interno del suo gruppo anche quando questo è composto solo da umani,in natura i cuccioli imparano presto che per alcuni periodi si deve rimanere da soli e restando in compagnia dei fratellini aspettano il ritorno degli adulti quando questi si allontanano per procurare  cibo.

Così come i bimbi che iniziano a frequentare il nido imparano,attraverso il periodo di inserimento,  che è possibile restare  qualche ora senza la propria mamma, anche il nostro fedele amico può imparare a stare da solo, la parola d’ordine e’: gradualità.

Qualche piccolo suggerimento per  abituare il cane, che sia un cucciolo o un cane adulto,  a non seguirci ovunque.

  • Possiamo evitare che il cane ci segua in bagno,  quindi se ci sta tampinando, chiudiamogli delicatamente  la porta in faccia e poi dedichiamoci alle nostre faccende facendo comunque capire al cane che “siamo lì” potremmo far scorrere l’acqua, o accendere la lavatrice o possiamo tirare  lo sciacquone. I rumori devono fargli pensare che noi non siamo fuggiti ma che abbiamo bisogno di stare da soli
  • Se il il cane  piagnucola, abbaia o raspa la porta per  richiamare la nostra attenzione, evitiamo di correre da lui quando tali comportamenti sono in atto, perche’ cosi rinforzeremmo i suoi tentativi di richiamarci, ma aspettiamo l’attimo in cui sarà tranquillo, cogliendo questo tempismo avremo l’occasione di premiare un atteggiamento tranquillo e a noi gradito. Una volta riuscito, possiamo ripetere  lo stesso esercizio anche in altre stanze della casa e pian piano elimininare  i rumori
  • Poiché la parola d’ordine è gradualità  inizialmente la durata dell’esercizio dovrà essere di due-tre minuti,  poi allungheremo gradualmente i tempi
  • Quando ritorniamo dal nostro cane facciamo attenzione ad essere calmi, tranquilli e rilassati, in questo modo gli faremo percepire che lo stare lontani e’ un cosa normalissima che di tanto in tanto può accadere. 

Molte persone, al momento di lasciare  il loro cane da solo, si dilungano nelle raccomandazioni del tipo: “Stai buono, non aver paura, la mamma torna subito, stai tranquillo che non mi perdi…”

In realtà il cane non capisce nulla di quello che gli stiamo dicendo anzi il nostro tono puo’ trasmettergli una certa agitazione, senza contare che lo inondiamo di attenzioni che si concludono con la nostra sparizione e in un sol colpi lui perde noi e le nostre attenzioni.

A questo proposito è utile, poco tempo prima di lasciarlo da solo, evitare di interagire, perché sarà più facile per lui accettare l’allontanamento in un momento che comunque non era particolarmente condiviso.

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Giocando s’impara

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Il gioco, si sa, non è solamente un’attività ricreativa fine a sé stessa. L’interazione tra un cucciolo di cane e il suo proprietario favorisce l’empatia e aiuta a stabilire regole comportamentali in maniera dolce e non coercitiva.

Durante le fasi di gioco con il cane, il proprietario sorride ed è a suo agio, riuscendo così a trasmettere insegnamenti e moduli comportamentali che il cane riuscirà a memorizzare meglio.

Proponendo esercizi al cane si stimola la comunicazione e si incentivano l’interesse e l’attività mentale: avere un proprietario che presti attenzione e insegni nuove attività è sicuramente molto più interessante di un proprietario che voglia imporre comportamenti solo attraverso l’esercizio della propria autorità, magari con metodi che spesso, anche se incosapevolmente, procurano al cane sofferenza e stress (come il deprecabile uso del collare a semi-strangolo molto in voga in diverse scuole di addestramento “classiche”).

Attraverso il gioco, invece, sia il cane che la persona si divertono e rafforzano la propria relazione. I giochi promuovono la cooperazione e l’autocontrollo e sviluppano un legame: proponendo periodicamente dei giochi nuovi e divertenti si accresce l’interesse del cane nei confronti del proprietario, che diventa così la persona cui è bello stare vicino.

Il gioco che faremo con il nostro cane influenzerà direttamente il suo comportamento: ogni cosa che facciamo gli insegna qualcosa, per questo è importante fare attenzione quando giochiamo con il nostro cucciolo a non assecondare gli atteggiamenti che non vorremo vedere nel cane adulto.

Ad esempio, insegnando al cane che i giochi inizieranno solo nei momenti in cui sarà calmo e tranquillo, lo aiuteremo ad acquisire la consapevolezza che è conveniente e vantaggioso comportarsi bene.

 

(questo articolo è stato pubblicato la prima volta su diversamentecane.it )

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È nato “Bau! Wow!”

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Beh, sì, alla fine è nato “Bau! Wow!”. Francamente non so bene neanche come sia successo. So solo che desideravo un sito dove sfogare la mia vocazione cinofila, dove poter raccontare la mia esperienza di educatrice, dove dare consigli e riceverne. E so anche che volevo dargli un nome non troppo serio, niente di filosofeggiante né troppo new age.

Ecco, a quanto pare “Bau! Wow!” è nato così. Bene, ora è al vostro servizio.

Leggete e divertitevi.

E se avete bisogno d’aiuto con il vostro amico a quattro zampe, consultate le INFO e contattatemi.

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